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Notizie

Attenzione alle riproduzioni!

Da un approfondito studio è emerso che vi sono in circolazione delle riproduzioni, presumibilmente d’epoca, della cedola o azione nominativa di 500 Ducati emessa a Napoli il 1° gennaio 1852 dalla Società Anonima della Navigazione a Vapore del Regno delle Due Sicilie. La riproduzione, sapientemente eseguita su carta spessa ingiallita e con tracce di umidità, si tradisce solo per il timbro presente nel quadrante destro del campo inferiore. Nell’originale si tratta di un timbro a inchiostro arancio riproducente, con tratti molto ben delineati, un’imbarcazione a vela e a vapore.
Nella riproduzione, invece, spiccano tracce oleose con la parvenza di un timbro sbiadito o del residuo di un sigillo: non si evidenzia alcuna vignetta.
Solo la diretta messa a confronto dei due esemplari, gentilmente concessi in visione dai proprietari, ci ha permesso di svelare l’arcano. Si presume che la riproduzione possa provenire da un volume relativo alla storia della società in oggetto o in generale sulla navigazione a vapore.

Pur essendo una riproduzione, la sua presenza in una collezione è comunque prestigiosa (purché si sia consapevoli del fatto), poiché i certificati originali sono effettivamente rarissimi e la loro quotazione è superiore a 1.500 Euro.

Alcuni cenni storici: lo scopo della compagnia di navigazione fu il trasporto di merci e di persone su bastimenti a doppia alimentazione, a vela e a vapore. Il capitale fu ripartito in 1.000 cedole o azioni.
La società esercitò varie linee di navigazione nel Mediterraneo fra cui Marsiglia - Trieste con scali intermedi a Genova (Regno Sardo), Livorno (Granducato di Toscana) e Civitavecchia (Stato Pontificio): un vero viaggio internazionale attraverso 5 Stati! Fu posta in liquidazione nel 1865.

(Ottobre 2014)





Originale






Copia



Finalmente chiarezza sulla rimborsabilità dei titoli di Stato

Sbalorditi dagli articoli che, ormai a cadenza regolare, appaiono su varie testate giornalistiche nazionali relativi alla rimborsabilità dei titoli emessi sia dal Regno d’Italia che dallo Stato Italiano con la promessa della possibile riscossione del loro valore nominale e dei relativi ingenti interessi, abbiamo voluto andare a fondo della  questione.

La sezione competente del Ministero del Tesoro, da noi interpellata, ha prontamente risposto quanto segue:
“…per i titoli di Stato italiani il diritto al rimborso si prescrive con termine decennale in base all’art.69, secondo comma, del Testo Unico delle leggi sul debito pubblico, approvato con D.P.R. n.1343 del 14/2/1963, che decorre dalla data della rimborsabilità del titolo. Analogamente, le semestralità di interessi non reclamate si prescrivono nel corso di cinque anni dalla data di pagabilità (primo comma, del suddetto art. 69).
Inoltre non è prevista alcuna rivalutazione del capitale, in quanto ai prestiti della Repubblica viene applicato il cosìddetto principio nominalistico recepito dall'articolo 1277 del vigente codice civile, in forza del quale i debiti pecuniari si estinguono con moneta avente corso legale nello Stato e per il solo valore nominale”.

(Settembre 2014)

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