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Minerari

Museo Virtuale
Società Minerarie nello Specchio delle Carte Valori d'Epoca

Su queste pagine Le proponiamo alcuni documenti di particolare interesse storico ed artistico difficilmente reperibili, molti dei quali appartenenti a collezioni private. Si consiglia, tuttavia, di prendere contatto con noi in caso di specifico interesse.


Società Veneta per la Ricerca ed Escavo di Prodotti minerali
Società Veneta per la Ricerca ed Escavo di Prodotti minerali
Azione nominativa di 1.000 Lire austriache emessa a Venezia il 1° aprile 1842.
Bordo ornamentale impreziosito da motivi floreali e zooformi, picconi, vanghe e altri attrezzi da scavo. Medaglione in filigrana con il profilo di Francesco I d’Asburgo-Lorena, Imperatore d’Austria e Re del Regno Lombardo-Veneto e la dicitura “Franc. Imp. Rex”.
La storia della compagnia fu strettamente connessa alla nascita di progetti ferroviari e alla crescente domanda di carbon fossile per le macchine a vapore nell’industria privata e negli stabilimenti statali. L’attività di ricerca di carbone, torba e lignite nelle province venete rivela chiaramente l’esistenza di un piano consapevole di investimenti per rimuovere l’assoluta dipendenza del Lombardo-Veneto dalla produzione britannica. Concepita da un pool di negozianti, banchieri e industriali - tra cui l’uomo d’affari bavarese Friedrich Christian Oexle (1801-1864), trapiantato stabilmente a Venezia - la società promosse la sottoscrizione di 2.000 azioni da 1.000 Lire austriache ciascuna, ancor prima di ottenere l’autorizzazione governativa nel 1838. L’impresa, nata in un clima di diffuso ottimismo, si mosse rapidamente per ottenere i permessi per i sondaggi in varie località montane del Veneto e del Tirolo, ingaggiando maestranze francesi, prussiane ed austriache. I risultati iniziali furono assai positivi con una produzione di carbon fossile dal 1843 al 1858 di 94.000 tonnellate ed un utile netto dal 1846 al 1854 pari a circa il 20% del capitale investito. Con la nuova ragione sociale di Società Veneta Montanistica, intraprese sondaggi estendendo le ricerche a minerali metalliferi come piombo, mercurio e argento. Tra il 1859 ed il 1862, anni tra i più critici per l’economia veneziana, realizzò nuovi investimenti in Carnia alla ricerca di rame e argento. L’ingente sforzo finanziario non fu però compensato e, nel 1870, la società chiuse il bilancio con un’ingente perdita. Resse tuttavia fino allo scioglimento, avvenuto nel 1897, rappresentando così una delle imprese più longeve fra tutte quelle fondate negli anni Trenta del secolo XIX.

Mines d’Or del Corsente Province de Novi Piémont - Ant.ne
Mines d’Or del Corsente Province de Novi Piémont - Ant.ne Nicolas & C.ie
Azione di fondazione nominativa di 500 FF intestata ad Antoine Nicolas, gerente della società (firma autografa sul certificato). Marseille 11 novembre 1848. Il capitale sociale di un milione di Franchi fu ripartito in 2.000 azioni da 500 Franchi ciascuna. Splendido ornato arricchito da fregi e motivi floreali in sintonico abbinamento di colori indaco e oro. La compagnia francese ottenne la concessione per sfruttare vari filoni auriferi ritrovati nella valle del torrente Gorzente, sita nell’area geografica del Novese che all’epoca faceva parte del Regno di Sardegna e più precisamente della Provincia di Novi, per poi passare nel 1859 a quella di Alessandria in Piemonte. Il Nicolas si attivò subito per la costruzione di edifici, mulini e tutto il necessario ad uno sfruttamento cospicuo. Già nel 1852 era riuscito ad individuare diversi filoni molto ricchi nell’alveo del Rio Moncalero e richiese un’ulteriore concessione per una miniera d’oro sita nei territori di Casaleggio e Mornese, in località Cascinotto e Moncaliere. Tali coltivazioni, però, non ebbero fortuna: furono infatti interessate da contese legali da parte di precedenti ricercatori che rivendicavano i diritti di proprietà su quei lotti. Ciò fece desistere la compagnia dal continuare l’attività intrapresa.
Elba
Elba
Società Anonima di Miniere e di Alti Forni - titolo al portatore di 25 azioni da 1.000 Lire cad. Roma maggio 1924. 31,5x20,5 cm. La compagnia fu costituita a Genova nel 1899, con sede a Roma, per  costruire lo stabilimento di Portoferraio in cui nel 1902 fu messo in esercizio il primo altoforno a coke d’Italia. Dal 1911 la gestione dello stabilimento passò all’Ilva che, successivamente, nel 1931 assorbì anche la società.
Scorcio delle cave e degli stabilimenti per l’estrazione del ferro nell'isola d'Elba. In basso dicitura latina “Insula Inexhaustis Chalybum Generosa Metallis”. Infatti i giacimenti di ferro, localizzati prevalentemente presso la costa orientale, hanno da sempre rappresentato la principale ricchezza dell’isola: il minerale veniva estratto fin dal tempo degli antichi Etruschi! In epoca napoleonica il reddito prodotto dalle miniere fu utilizzato per pagare le pensioni della Legione d'onore francese.

Società Industriale di Miniere in Valsassina presso Lecco - La Virginia
Società Industriale di Miniere in Valsassina presso Lecco - La Virginia
Azione di fondazione al portatore di 250 Lire italiane emessa a Bergamo il 3 luglio 1862. Litografia F.lli Doyen - Torino. Il documento rappresenta senz’altro uno dei più decorativi certificati minerari italiani. La ricca cornice, costituita da un intreccio di rami di quercia con ghiande, accoglie nella parte superiore alcuni stemmi tra cui spicca quello del Regno sabaudo, cimato da corona reale e fiancheggiato da vessilli; in quella inferiore personificazioni simboliche circondate da tralci di vite. Nel campo superiore e inferiore si rilevano cartigli con i nomi di personaggi celebri di vari paesi ed epoche impegnati nella ricerca in diversi settori. Il titolo riporta le firme autografe di uno dei consiglieri - l'ingegner Giuseppe
Arrigoni - e del gerente Giacomo Streiff. Quest’ultimo era un imprenditore comasco di origine svizzera, già proprietario di una miniera di rame a Cortabbio e di una di piombo a Ballabio Superiore, sempre in Valsassina. Egli nel 1862 fondò
la società in accomandita La Virginia per lo sfruttamento delle miniere di ferro e di piombo argentifero in Valsassina, in provincia di Lecco. L’attività tuttavia ebbe scarso successo.

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