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I Nomi Celebri nella Storia Economica Italiana


Su queste pagine Le proponiamo alcuni documenti di particolare interesse storico ed artistico difficilmente reperibili, molti dei quali appartenenti a collezioni private. Si consiglia, tuttavia, di prendere contatto con noi in caso di specifico interesse.


Fiat - San Giorgio

FIAT - San Giorgio S.A. per Costruzioni Navali e Meccaniche Torpediniere - Sommergibili

Titolo al portatore di 10 azioni da 100 Lire. Torino 28 marzo 1917. Formato grande orizzontale 41x29 cm. Ampia e suggestiva veduta di un sommergibile. La compagnia fu fondata nel 1905 dalla Fiat di Torino e dalla San Giorgio S.A. Italiana per la costruzione di automobili terrestri e marittime. Lo scopo di questa joint venture fu la costruzione di “automobili marittime” nel proprio cantiere di La Spezia. Con l’incorporazione dei Cantieri Navali di Muggiano, nel 1906, fu cambiata la ragione sociale in Fiat - San Giorgio - S.A. per Costruzioni Navali e Meccaniche Torpediniere - Sommergibili. Ben presto la società acquistò reputazione mondiale e costruì sommergibili per vari paesi: Italia, Brasile, Portogallo, Inghilterra, Giappone, Russia, Svezia e Olanda. Si susseguirono variazioni nella ragione sociale: dal 1918 Ansaldo - San Giorgio, dal 1927 Odero Terni e dal 1930 Odero Terni Orlando. L’attività produttiva proseguì fino al 1944. In quegli anni furono costruite navi militari e mercantili di grande tonnellaggio per l’Italia e per l’estero e circa novanta sommergibili. Nel 1949 la società venne incorporata nella Ansaldo.


Oto

Odero Terni Orlando

Società per la Costruzione di Navi, Macchine ed Artiglierie Azione nominativa cumulativa di categoria A da 200 Lire. Genova 1949. 24x36 cm. Suggestiva immagine di navi da guerra, con cannoni in primo piano. La compagnia fu costituita nel 1929 dalla fusione tra la Odero Terni (sorta a sua volta nel 1927 dalla fusione tra lo Stabilimento Meccanico Artiglierie, ex Vickers - Terni, di La Spezia e la Fiat San Giorgio di Muggiano) e i Cantieri Navali Orlando di Livorno. Il grande complesso meccanico navale era in grado di costruire qualsiasi nave mercantile o da guerra. Dal 1953 assunse la nuova denominazione di Oto Melara.


Alitalia

Alitalia Linee Aeree Italiane
Azione nominativa di categoria B da 10.000 Lire. Roma 1970. 23x33 cm. Effige di Hermes - dio delle comunicazioni - con il berretto alato nel campo inferiore e sui coupons. L’origine della compagnia di bandiera italiana risale al 1946 con la denominazione di Alitalia - Aerolinee Internazionali Italiane S.p.A., con partecipazione minoritaria della britannica BEA.  Dopo circa dieci anni l’azienda assunse anche l’esercizio delle linee interne italiane che erano gestite, a partire dal 1946, dalla LAI - Linee Aeree Italiane con partecipazione della TWA. Quando la LAI fu posta in liquidazione, Alitalia ne rilevò la flotta, le attrezzature, gli impianti e alcune passività nonché tutto il personale, assumendo la ragione sociale corrente. Durante gli anni Sessanta la società ebbe un periodo di grande espansione, ma con la crisi degli anni Settanta e gli aumenti del costo del carburante di quel periodo, lo sviluppo di Alitalia si arrestò ed ebbe inizio un periodo di crisi economica e di calo della produttività. Tra il 1977 e il 1978, si ebbe un certo riequilibrio economico grazie ai cospicui interventi sul capitale e ad una migliore utilizzazione della flotta. Nel 1983 la compagnia assunse la gestione della società Aeroporti di Roma, responsabile dei servizi aeroportuali degli scali romani di Fiumicino e Ciampino. Nel 1985 l’ATI, società controllata che si occupava del trasporto aereo nazionale, incorporò l’Aermediterranea - altra controllata - attribuendo ad essa tutte le linee relative ai collegamenti tra l’Italia meridionale e le isole con il resto del territorio nazionale, mentre le restanti linee nazionali furono assegnate ad Alitalia. Dal 2000 ebbe inizio una crisi sia economica che gestionale i cui effetti sono ancora oggi sotto gli occhi di tutti. Alitalia fu quotata alla Borsa Valori di Milano dal 1968.


Società Italiana dell'Acqua Minerale delle Ferrarelle
Società Italiana dell'Acqua Minerale delle Ferrarelle
Titolo al portatore di 10 azioni da 25 Lire. Roma 31 dicembre 1911. Ai lati ovali decorativi con vedute degli stabilimenti balneari e dei locali per l’imbottigliamento dell'acqua minerale, rinomata per le sue proprietà salutistiche e ricostituenti. Noto marchio "Ferrarelle” su campo rosso al centro del campo superiore. Le origini dell’acqua si perdono nel tempo: infatti ci sono voluti millenni perché si formassero le falde acquifere che attraversano le rocce di Riardo, in provincia di Caserta, da cui sgorga Ferrarelle. Già all’epoca degli antichi romani erano note le importanti strutture termali presso le sorgenti di Riardo. Le opere di canalizzazione dell’acqua iniziarono nel 1894 per volere del Dottor De Ponte, proprietario del terreno; qualche anno più tardi, nel 1899, venne inaugurato lo stabilimento balneare che, tuttavia, non raggiunse mai dimensioni nazionali. Si preferì infatti concentrarsi sul mercato delle acque da tavola, in auge dal 1960. Certificato alquanto raro!

Ansaldo S.p.A.
Ansaldo S.p.A.
Azione nominativa di 200 Lire. Genova 15 maggio 1943 - XXI. Officina Carte Valori Turati Lombardi e C., Milano. Nella cornice spiccano sei vignette ispirate ai principali settori produttivi della mitica società italiana, fra cui: motori marini, locomotive, carri armati e cannoni. Sorse nel 1922 sulle ceneri della S.A. Italiana Gio. Ansaldo & C. Dieci anni dopo, nel 1932, passò sotto il controllo dell’I.R.I.

Terni - Società per l'Industria e l'Elettricità
Terni - Società per l'Industria e l'Elettricità
Certificato nomina­tivo di 100 azioni da 250 Lire cad. Roma 1971. Calcografia & Cartevalori - Milano. Ampia e storica immagine fotografica di un gigantesco martello di 105 tonnellate – battezzato il “Grande Maglio” – utilizzato per lavorare il ferro a caldo: messo in fun­zione nel reparto fucinatura della Terni nel 1886, rappresentò per l’epoca la macchina per la forgiatura più grande del mondo. La compagnia fu costituita nel 1884 come So­cietà degli Alti Forni, Fonderie e Acciaierie Terni per la produzione siderurgica, me­tallurgica, mineraria, chimica, mec­canica, agraria, idrica ed elet­trica. Per lo sviluppo di energia elettrica venne sfruttata in modo particolare la Cascata delle Marmore, nel punto di congiunzione tra il fiume Velino ed il Nera. Si tratta di una cascata artificiale voluta già dal Console romano Mario Curio Dentato (IV sec. a.C.), di origine ternana, che canalizzò le acque del Velino. Papa Pio VI completò l'imponente opera idraulica nel XVIII secolo. La Terni rappresentò una delle principali aziende del sistema produttivo elettrico italiano, sia mediante la gestione diretta di alcune centrali idroelettriche che con la partecipazione azionaria in varie altre aziende del settore.

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